Vertenza Eni come da copione. Non ci sono novità. Infruttuoso l'incontro tra le Associazioni e l'azienda. Appello all'unità.


Dopo l’incontro unitario delle rappresentanze di categoria con il Ministero dello sviluppo economico sulla vertenza ENI (tenuto il 31/03), si è svolto un nuovo incontro, su richiesta FIGISC, delle Associazioni con l’ENI (il 02/04).
La FAIB e la FEGICA, che avevano espresso pubblicamente la non condivisione dell’iniziativa promossa da FIGISC, preso atto della disponibilità di ENI a riprendere un confronto tra le parti, avevano inviato una nota (01/04) all’azienda con la quale precisavano che la disponibilità delle due Federazioni era volta ad esaminare esclusivamente gli aspetti relativi al rinnovo degli accordi economici scaduti, precisando la non disponibilità a riprendere il confronto in sede aziendale sulle modifiche contrattuali perché oggetto di confronto in sede ministeriale.
In assenza di risposta da parte di ENI, la FAIB e la FEGICA hanno comunque deciso di partecipare all’incontro in programma per il 2 aprile con delegazioni ridotte e non rappresentative, sia del comitato di colore che dei vertici federali, allo scopo di comunicare e motivare le proprie scelte e, nell’eventualità, di discutere nel merito soltanto degli aspetti economici, così come definiti nel documento unitario sottoscritto da tutte le rappresentanze.
L’Azienda, preso atto della disponibilità della sola FIGISC di proseguire il confronto sulla vertenza nella sua interezza, ha registrato la indisponibilità di FAIB e FEGICA di discutere sui temi contrattuali, rinviati al confronto collegiale che ci sarà in sede ministeriale il prossimo 16 aprile, ed ha ribadito che, per parte aziendale, il confronto ci potrà essere soltanto se resta uno ed unitario su tutti gli aspetti.
Nulla di nuovo dunque nella posizione di ENI, che anzi rincara la dose dichiarando la volontà di non ridiscutere degli aspetti economici.
Ciò detto, l’Eni, pur confermando- e ci mancherebbe altro- la disponibilità all’inevitabile, per loro, confronto in sede ministeriale, ha proposto nuovi incontri tra le parti a decorrere dal prossimo 6 aprile, data in cui la stessa azienda sosterrà il confronto diretto programmato con il Ministero sulla vertenza.
Alla luce della situazione rappresentata, la FAIB e la FEGICA hanno ribadito le proprie posizioni, compresa la non disponibilità a proseguire un confronto sugli aspetti contrattuali, se non dopo aver chiuso gli aspetti economici e aver esperito il giusto ed opportuno tentativo di mediazione in sede ministeriale.
Del resto le rappresentanze della categoria, FAIB e FEGICA, hanno preso atto che l’azienda è sostanzialmente ferma sulle posizioni già espresse nei precedenti confronti e già giudicate negativamente, con particolare riguardo agli aspetti economici proposti che sono del tutto insufficienti a colmare il pregresso e un adeguato rinnovo degli sconti.
In assenza di novità, soprattutto sul fronte del riconoscimento economico, si palesa la volontà dell’azienda di sottrarsi all’obbligo contrattuale di rinnovo degli accordi economici scaduti in violazione della legge 32/98. Sotto questo profilo sono allo studio ulteriori iniziative di carattere politico-sindacale e di tutela giuridica dei diritti dei gestori a vedersi riconoscere il giusto adeguamento dei margini.
Appare senza giustificazione alcuna l’atteggiamento arrogante di un’azienda di Stato, leader di mercato, in grado di condizionare in modo preponderante tutta la distribuzione carburanti, che si sottrae al confronto sul merito della questione che attiene alla contrattazione tra le parti ( il riconoscimento degli adeguamenti dei margini) , agitando e confondendo i temi dell’ammodernamento e della flessibilità con proposte che mirano all’ aggiramento della normativa vigente e al peggioramento delle condizioni economiche e di gestione degli operatori della rete AGIP. Altro che modernizzazione, si perseguono politiche di arretramento degli standard qualitativi per il cittadino consumatore, sacrificati alla logica delle quote benzine, con il lavoro sottopagato e l’auto-sfruttamento, alla faccia dei diritti.
Questa vicenda rilancia l’esigenza di un tavolo super partes di riscrittura e regolazione del mercato della distribuzione carburanti che affronti i nodi del settore.
Di fronte alla protervia aziendale il Sindacato tutto non deve commettere l’errore di dividersi, deve rimanere unito sulle posizioni del documento unitario e non arretrare di una virgola. Le fughe in avanti, oggi più che mai, sono pericolose.