Energia e "prezzomania"
Consegnato il premio di "Uomo
dell'anno" Lirosi
Da "Staffetta
Quotidiana" del 30 gennaio 2009
di E. V.
Quando
si parla di rigassificatori, infrastrutture, ristrutturazione della rete
carburanti, liberalizzazione, concorrenza, trasparenza, semplificazione dei
processi autorizzativi e addirittura di clima, in fondo si parla di “prezzi”.
Alla base infatti c'è sempre lo stesso concetto, per lo meno nelle buone
intenzioni: migliorare la struttura di un sistema industriale, in questo caso
energetico, per ridurre i prezzi al consumo, che siano dei carburanti o delle
bollette elettriche e del gas. E questo è emerso in modo lampante al workshop di
giovedì, “I prezzi dell'energia in Italia: analisi e proposte”, organizzato da
Aiee, Fondazione Energia e Staffetta Quotidiana, in occasione della consegna del
riconoscimento di “Uomo dell'anno” ad Antonio Lirosi, Garante per la
sorveglianza dei prezzi (v. Staffetta 19/12/08).
Nonostante le miriadi di iniziative per contenete i “prezzi” (come l'indagine
deliberata in settimana dalla Commissione straordinaria controllo prezzi del
Senato, v. Staffetta 29/01), tuttavia “c'è ancora tanto da fare”, come ha
sottolineato Alessandro Ortis, presidente dell'Autorità per l'energia. Perché
“l'Autorità e la politica si trovano di fronte a un consumatore che chiede
prezzi sempre più bassi e più qualità”. E qui subentra il secondo assioma: la
parola prezzi è strettamente legata alla qualità, perché “l'utente – ha
ricordato Ortis – la paga” ogni mese con la bolletta.
Tra mille problemi autorizzativi, burocratici e di approvvigionamento, che –
come si è visto al workshop – toccano tutti i comparti dell'energia, qualche
nota positiva sembra però intravedersi: l'Autorità prevede infatti “un ulteriore
calo delle bollette di luce e gas nel prossimo trimestre”. E poi il mercato
dell'elettricità, a differenza di quello del gas, sta recependo positivamente il
processo di liberalizzazione avviato il 1° luglio 2007: “abbiamo già uno
switching del 6%”. Purtroppo però – ha aggiunto Ortis – “sul gas questi numeri
non ci sono” (dichiarazione che ha indotto il presidente di Anigas, Bruno Tani,
a rimarcare che, se si guardano ai volumi, lo switch è elevato anche per il gas
perché a cambiare sono state soprattutto le Pmi. Sul domestico invece – ha
continuato Tani – c'è stato meno cambio perché le tariffe regolate dall'Autorità
sono troppo basse).
Ma attenzione a brindare se i “prezzi” scendono oltremisura: se da una parte
“prezzi” bassi portano benefici ai consumatori, dall'altra vi è il rischio che
se si scende sotto una certa soglia molti investimenti diventino poco
convenienti per le aziende, con i relativi “contraccolpi”, ha ribadito Pasquale
De Vita, presidente dell'Unione Petrolifera. Riguardo al settore che
rappresenta, “il più regolato al mondo”, De Vita ha ribadito che nella
distribuzione carburanti “la competizione c'è. Si trovano prezzi che variano
fino a 6/7 centesimi. Sul mercato c'è dunque movimento”. Anche se per ridurre il
famoso “Stacco Italia”, “dobbiamo cambiare la struttura della nostra rete”. E
qui è subentrata l'Antitrust, che con le sue due istruttorie sui prezzi dei
carburanti, si è data molto da fare in questi anni – nel bene e nel male – per
aggiustare le distorsioni della distribuzione carburanti italiana. Il direttore
generale, Giovanni Calabrò, ha ribadito quello detto dal presidente Catricalà
durante la sua ultima audizione (v. Staffetta 07/11/08): lo “Stacco Italia”
permane ma si è attenuato grazie agli impegni presi dalle compagnie, soprattutto
quello dell'Eni sull'Iperself. Però “i problemi strutturali permangono: la rete
italiana continua ad essere doppia rispetto a quelle degli altri Paesi europei”.
E poi “tutti i vincoli” che a livello nazionale si è cercati di togliere
“vengono riproposti a livello regionale”. E questo – ha detto Calabrò – ha
ovviamente “un impatto sui prezzi”.
Ma anche se apparentemente sembra tutt'altro argomento, in verità a pesare sui
“prezzi” c'è anche l'ambiente. “Questo impegno sul clima con Bruxelles che
attende il Paese richiede approfondimenti per contenere i prezzi
dell'elettricità”, ha detto Francesco De Luca, direttore generale di
Assoelettrica, che raggruppa il comparto che più risente delle nuove misure
ambientali, quello elettrico. Anche perché “bisogna vedere quanto la progressiva
riduzione del Cip6 (che pesa sulla bolletta, ndr) verrà ricompensata con i nuovi
incentivi sulle rinnovabili per raggiungere gli obiettivi del Pacchetto
20-20-20”.
Se è vero tuttavia che gli operatori (che - ha evidenziato Ortis - “intascano
soldi iper pubblici”), la politica e le Autorità hanno una grossa responsabilità
in tema di prezzi (anche perché come ha sottolineato Carlo Andrea Bollino,
presidente del Gse, l'Italia deve correre più degli altri Paesi per recuperare
il gap), è altrettanto vero che il consumatore può giocare la sua parte.
Innanzitutto perché – come ha concluso Lirosi – se si cerca, soprattutto per
quel che riguarda i carburanti – “c'è una grande diversità di prezzi che arriva
anche a 10 centesimi”. Allora “il problema è che il consumatore è un po' pigro e
troppo ‘fedele' ai marchi”. E poi perché l'utente ha in mano la leva più
virtuosa di tutte: quella dell'efficienza energetica, che – come ha detto Ortis
– “fa immediatamente bene alle tasche dei cittadini".
Foto: Dott. Antonio Lirosi |