Fornitura in
esclusiva: la soluzione passa dalla revisione dei contratti e dalla separazione
della rete vendita con il diritto di prelazione
Il nodo del
superamento dell’obbligo della fornitura in esclusiva si pone al centro
dell’attuale strutturazione del mercato della distribuzione carburanti, o quanto
meno del 65% di essa, quanto è rappresentata la proprietà da parte delle
compagnie delle aree e stazioni di servizio.
Il contratto di comodato e la proprietà della rete costituiscono il cuore del
sistema italiano della distribuzione dei prodotti petroliferi per autotrazione.
L’uno regge l’altro, oggi in una logica esclusiva.
Faib ritiene che tale situazione possa evolvere verso la possibilità di una
riproposizione in chiave moderna e più concorrenziale. Vi sono infatti aree
d’intervento- giuridiche e legali- e spazi -di mercato e di tutela della
concorrenza -che andrebbero correttamente indagate e poste all’attenzione delle
forze politiche, con adeguata forza argomentativi, unitariamente.
Le prese di posizioni di questi giorni, alcune fughe in avanti maturate in
alcune aree e settori della categoria dei gestori carburanti ripropongono la
questione ben oltre i temi dell’attualità. Essa è una questione centrale per il
futuro del settore, come già le Associazioni unanimemente avevano sottolineato e
posto all’industria petrolifera il 15 gennaio 2008. In quell’occasione fu chiaro
che gli assetati non potevano attendersi comprensione dai proprietari dei pozzi:
ma il problema c’era e c’è e si acuirà nei prossimi mesi.
La crisi internazionale, la grave recessione delle economie e la contrazione dei
consumi petroliferi peseranno ancor di più aggravando le contraddizioni di un
sistema che appare datato.
Dal nostro punto di vista la questione può essere affrontata da un doppio
versante, non necessariamente alternativi.
Uno è dato dalla manutenzione del contratto d’ uso gratuito, miscelando
flessibilità e libertà economica, sia sul versante gestionale dell’oil e del non
oil sia su quello delle forniture e l’altro con la separazione della rete
vendita e l’introduzione della clausola del diritto di prtelazione.
Ciò che non si può fare, se non ai fini della provocazione, è l’esposizione dei
singoli gestori a violazioni di norme contrattuali attualmente in vigore. Come
Faib riteniamo che la questione vada correttamente inquadrata con i soggetti
coinvolti e affrontata con spirito costruttivo su un terreno avanzato del
confronto unitario tra le Federazioni nel quotidiano confronto con le compagnie
e su un tavolo più ampio con l’Unione Petrolifera che deve partecipare alla
definizione dei nuovi scenari. |