Faib Liguria
Dare risposte
adeguate
La presidenza
regionale della faib ligure si è riunita giovedì 22 gennaio per affrontare i
problemi relativi alla situazione sindacale in riferimento ai rinnovi
contrattuali con le compagnie petrolifere, ed esaminare la nuova situazione
legislativa alla luce della legge 133/2008 che modifica pesantemente gli aspetti
legislativi a livello regionale.
Nella sua introduzione il Presidente Datteri ha messo in luce come l’entrata in
vigore della legge 133/08 abbia creato un vuoto legislativo che va rapidamente
colmato se non si vogliono avere seri contraccolpi nel futuro delle gestioni.
Stiamo assistendo nei fatti ad un ”liberi tutti” che ci preoccupa non poco – ha
detto Datteri- perché il rischio di questa liberalizzazione selvaggia in termini
di orari e di organizzazione del lavoro colpirà le gestioni più piccole e non in
grado di darsi una struttura imprenditoriale per condizioni logistiche ed
economiche. Così come preoccupa che con la scusa dell’adeguamento alle normative
europee, la 133 nei fatti ricentralizzi materie che erano di competenza
regionale.
Passando ad illustrare i rapporti con le compagnie petrolifere i tema di rinnovi
contrattuali il Presidente ha messo in risalto i risultati soddisfacenti
ottenuti con quasi tutte le controparti, mentre resto tortuosa ed in salita la
estenuante trattativa con Agip. Preoccupa – ha detto Datteri – l’atteggiamento
della dirigenza Agip, non solo per la durezza del confronto ma soprattutto per
le nette chiusure sulle questioni economiche e sulle nuove ipotesi dei contratti
di comodato che vengono proposte, che mette in difficoltà la delegazione
sindacale che siede alle trattative. Fino ad ora va dato atto alla Faib
nazionale di essersi mossa con coerenza sul mandato avuto dal comitato di colore
nazionale che invitava a trattare e concludere prima sulla parte economica
relativa al pregresso riferito agli anni 2007/08 e poi di aprire il confronto
sulla parte normativa che regola i rapporti con le gestioni. Una posizione
corretta ed una metodologia che fa parte della tradizione storica delle
trattative che oggi non riesce a sbloccarsi per l’intransigenza della
controparte.
Nel corso del vivace dibattito che è seguito sono emerse critiche pesanti nei
confronti di Agip. Alcuni hanno espresso l’opinione che le chiusure economiche
nella trattativa vadano ricercate nelle difficoltà internazionali di Eni, vedi
vicenda Gazprom, altri hanno adombrato il sospetto che le rigidità della
compagnia di bandiera siano figlie di un mutato clima politico ed economico del
Paese che fa credere loro che sia giunto il momento opportuno per dare un colpo
ad una categoria da sempre battagliera e fiera della propria dignità e dei
propri diritti. Se questi sono gli orientamenti, è stato detto, occorre
organizzarsi e dare risposte adeguate da parte sindacale per mandare segnali
precisi di una volontà di non disponibilità ad un ritorno al passato che vede i
gestori umiliati e docili esecutori delle volontà della compagnia.
Nel tirare le fila della serrata discussione- il Presidente Datteri- ha
affermato: la situazione è pesante e delicata nello stesso tempo perché vengono
messi in discussione rapporti di consolidate trattative che, pur nel rispetto
dei ruoli,vedevano trovare mediazioni soddisfacenti e che non umiliavano
nessuno. Oggi, nella situazione che si è determinata, vanno ripensate- forse-
anche le risposte sindacali da dare e le stesse forme di lotta. Se si resta sul
terreno della protesta a “livello di colore”non si deve escludere la possibilità
di chiedere ai gestori di utilizzare sui loro impianti la modalità di vendita
con prezzo consigliato del servito.
In conclusione la Presidenza regionale invita la Faib nazionale a prendere in
seria considerazione la possibilità di indire una agitazione, che coinvolga
tutti gli impianti di tutte le compagnie, sulla questione dei contratti di
comodato. Perché se è vero che oggi riguarda solo Agip, domani potrebbe
riguardare tutti le gestioni. C’è bisogno di risposte più alte che superino la
frammentazione dell’iniziativa sindacale determinata dalla scelta di
strutturarsi per comitati di colore, che ha oggettivamente indebolito il potere
contrattuale del sindacato.
Alla Faib nazionale viene altresì richiesto di dare mandato alla delegazione che
tratta con Agip di non accettare proposte economiche da parte della compagnia
che siano al di sotto della soglia dei 3 euro al kl e di non accettare, nelle
trattative sul rinnovo del contratto di comodato, proposte che umiliano il
gestore. |